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La mia analisi: Il Bianco ha un pedone ed un Alfiere in più, ma il Nero spera nella minaccia di promozione in h1. Questa però non è una minaccia realmente "immediata", anzi potremmo dire che in realtà è una minaccia "in due mosse": h1=D e Dd4+. Questo significa che il Bianco ha almeno un tempo da spendere al meglio, per cercare di realizzare una contro-minaccia, magari più pesante di quella attualmente rappresentata dal Nero! Ma quale può essere questa "contro-minaccia"? Se fantastichiamo sulla possibilità di liberare la strada all'avanzata del pedone f5, ci rendiamo conto che il Bianco minaccerebbe il matto in g7 con la batteria pedone-Donna, sempre che si riuscisse a chiudere la colonna 'g' per l'intervento in difesa della Dg7! Allora: 1) Avanzata del pedone f5 e 2) Chiusura della colonna 'g'. Sempre fantasticando, sembra che per realizzare questi due motivi la scacchiera stia proprio richiedendo al Bianco la mossa 1. Ag5?! Possibile? Bisogna adesso calcolare bene, dato che si sta mettendo l'Alfiere in presa! Cosa ci può essere di buono per il Bianco, dopo questo sacrificio? Ma certo! 2. Dc1+, 3. Dc2+ e 4. Dxa2 e il Bianco ha sì sacrificato l'Alfiere, ma rimane con due buonissimi pedoni in più sull'ala di Donna, e perciò è destinato a vincere. E se il Nero promuove in h1 anzichè catturare l'Ag5? Beh, adesso però è il Bianco a poter utilizzare il tempo "perso" dal Nero per attaccare il povero Re nero, troppo solo in campo aperto, con il Bianco che adesso può dire di avere in attacco non solo la Donna, ma anche il pedone e l'Alfiere!
Perciò 1. Ag5!, h1=D; 2. De8+, Rg7; 3. Dg6+, Rf8; 4. Dxf6+, Rg8; 5. De6+, Rf8; 6. De7+, Rg8; 7. De8+, Rg7; 8. f6+, Rh7; 9. Df7+, Rh8; 10. Dg7#









La lezione del GM Schwartzman:  Continuando il discorso sul match Deep Blue - Kasparov del 1997 ... una delle partite più interessanti fu la seconda. Sono certo che fu la prima volta, nella recente carriera di Kasparov, in cui abbandonò una partita in una posizione di patta. Naturalmente, la ragione del suo abbandono, più che con il gioco, ebbe più a che fare con dei motivi psicologici, e con il fatto che egli dava enorme credito alle capacità di calcolo di Deep Blue. Ciò nonostante, fu una sorpresa vedere accadere una cosa del genere al campione del mondo.
In partita fu interessante vedere che, a dispetto della situazione posizionalmente persa per il Nero, questi avrebbe potuto ottenere la patta con la mossa 45..., De3. Con questa mossa avrebbe sì sacrificato un Alfiere, ma avrebbe ottenuto lo scacco perpetuo, cosa che il Bianco non avrebbe potuto impedire.
La verità è che la Donna è il pezzo più potente, e i finali di Donna sono i più intricati che esistano. Il problema è in parte dovuto al fatto che le Donne possono attaccare tanti di quei punti della scacchiera che risulta realmente molto difficile, a noi umani, calcolare tutto quello che in effetti può succedere. Un altro fattore importante nei finali di Donna è la posizione del Re. Al contrario della maggior parte degli altri tipi di finali, quì diventa enormemente importante che il Re possa godere della protezione dei propri pedoni, anzichè dover stare in campo aperto. Ovviamente, ci sono finali di Donna in cui un giocatore non può sperare di vincere senza il diretto coinvolgimento attivo del proprio Re, ma questo significa che diventa necessaria un'attenzione cento volte maggiore.
Ma smettiamo di parlare in generale, e andiamo ai dettagli della nostra posizione. Essa è tratta da una partita giocata a Mosca nel 1947, Simagin - Bronstein, ed è una illustrazione perfetta di quello a cui possono portare i finali di Donna. Come potete vedere, la posizione è altamente dinamica. Il materiale non è affatto pari, con il Bianco che è in vantaggio di un pedone e di un Alfiere. Per giunta, al posto del Nero, non potete far altro che sentirvi sgomenti dall'immenso potere dei tre pedoni bianchi sul lato di Donna. Se solo potranno avere sufficiente tempo per raggiugere l'ottava traversa...
Cosa mai potrà fermare il Bianco dal realizzare questa avanzata? Chiaramente, l'immediata minaccia del Nero di promuovere a Donna in h1! Questo è proprio il genere di minaccia che vi può impedire di fare granchè, giusto? Il fatto che la Donna nera si trovi in g2, sia a difendere il pedone h2 da ogni possibile cattura, che a mantenere un forte controllo della casa h1, rende le cose ancora più difficili per il Bianco.
Sinceramente, guardando alla posizione, non vi sembra che il Bianco non abbia altra scelta che accordarsi per la patta? Dopo tutto, ottenere la patta dovrà essere molto facile, data la posizione esposta del Re nero in g8. Basterà dare scacco al Re nero in e8 o in e7, o ancora in f7 nel caso il Re si rifugi in h7...
Sfortunatamente, come ci succede spesso, certi ragionamenti che facciamo sulla scacchiera ci impediscono di ottenere risultati migliori... Siamo così attratti dall'idea che la posizione sia facilmente patta, che finiamo per proporla o accettarla e così non spendiamo neanche un minuto di tempo per verificare se invece possa essere addirittura vinta! Il fatto è che ci sono un mucchio di altre cose che dovremmo verificare, anche molto approfonditamente, a parte il vantaggio materiale, per giocare per la vittoria. In cima a questa lista sta appunto la posizione del Re nero in g8.  Come già detto, si trova in una posizione troppo aperta, e perciò molto vulnerabile. E non solo allo scacco perpetuo!
Lo scacco matto è l'altra possibilità... Dopo tutto, abbiamo già in zona la Donna e il pedone f5 e il nostro Alfiere non sembrano affatto lontani dalla zona di pericolo del Re nero. La questione è: come possiamo fare a coinvolgere in un possibile attacco al Re nero sia il pedone f5 che l'Ac1?







La risposta è una mossa assolutamente stupefacente: 1.Ag5!!
Questa è proprio la mossa che cercavamo, per portare efficacemente in gioco sia il pedone f5 che il nostro Alfiere! Il primo e più importante effetto di questa mossa è che essa chiude la colonna 'g', praticamente tagliando fuori la Donna nera dalla difesa del suo Re. Mentre a prima vista poteva sembrare che la Donna nera da g2 non giocasse affatto un ruolo difensivo, era invece assolutamente fondamentale che il controllo della casa g6 impedisse al Bianco qualsiasi tentativo di matto. Certo non c'è alcun dubbio che il Nero possa adesso portare la sua Donna in difesa, semplicemente catturando l'Ag5. Ma in questo modo verrebbe deviata dalla difesa del pedone h2, che rimarrebbe indifeso, e questo fatto si adatterebbe perfettamente al nostro gioco, dato che dopo gli scacchi Dd7-c8-c7, potremo catturare questo fastidioso pedone, ed entrare in un finale facilmente vinto.
Nè la cattura del nostro Ag5 con il pedone f6 sarebbe una buona idea per il Nero, perchè in questo caso la Donna nera sarebbe messa completamente fuori gioco e non potrebbe ragionevolmente opporsi al facile matto che seguirebbe dopo 2.f6.
Al Nero non rimane che la continuazione più intrigante con: 1..., h1=D.
Ma adesso, come farà il Bianco a vincere contro la presenza di ben due Donne del Nero? Molto semplicemente: tenendole lontane dall'azione che il Bianco adesso potrà sviluppare! L'unico modo di realizzare questo obiettivo è quello di portare avanti tutte le nostre azioni con continui scacchi, costringendo il Re nero ad andare esattamente dove vogliamo noi, assicurandoci nel contempo di poter attivare la nostra 'arma segreta' - l'avanzata del nostro pedone da f5 in f6. Ecco quindi il modo di mettere concretamente in atto il nostro piano: 2.De8+, Rg7; 3. Dg6+, Rf8; (altre mosse del Re nero porterebbero solo ad una vittoria più facile o ad una trasposizione rispetto la linea principale) 4. Dxf6+

La prima parte del piano è proprio terminata con successo! Siamo riusciti a catturare in f6 un pedone molto importante, senza aver dato al Nero un attimo di respiro. Tutto quello che dobbiamo fare adesso è riuscire a spingere il nostro pedone f5. Il che si realizza con le mosse: 4..., Rg8; 5.Dd8+!, Rg7; 6. De7+, Rg8; 7.De8+ e Bronstein abbandonò, dato che non vi era alcun modo di fermare il matto.




Infatti 7.., Rh7 sarebbe andata incontro a 8.Dg6+ seguita da 9.Af6 matto. Similmente, 7..., Rg7 ci avrebbe permesso di spingere finalmente il nostro pedone 'f', e dopo 8.f6+, Rh7; 9.Df7+, Rh8; 10. Dg7, vedremmo realizzata una bella figura di matto.
Tutti questi scacchi e la lunghezza della variante potreperciò difficili da vedere sulla scacchiera, almeno se non siete un Grande Maestro. In realtà, il modo corretto di trovare la mossa giusta in tali circostanze, è partire dalla fine: immaginare la posizione ideale che volete raggiungere, e poi testare semplicemente l'esistenza di un modo concreto di raggiungerla . Seguite questo metodo e vedrete quanto vi sembrerà in realtà semplice!