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La mia analisi: Il materiale è pari. Il Bianco ha un leggero vantaggio di spazio al centro per la presenza del pedone d4, che fornisce in e5 una buona casa d'avamposto per il proprio Cf3. Dei due Cavalli è preferibile quello del Bianco, dato che è già in buona posizione per raggiungere la quinta traversa, da cui attaccare l'arrocco del Nero. L'Ad3 vince il confronto con l'Ae7, dato che punta già h7, casa debole dell'arrocco del Nero, unicamente difesa dal Rg8. L'Ab2 sembra invece "affossato" sulla diagonale lunga, a causa del blocco dei propri pedoni in c3 e d4. L'Ab7 invece ha bisogno solo che il Cc6 si sposti per potere agire immediatamente sull'altra diagonale lunga. Le due Donne sembrano più o meno pari, anche se quella del Bianco è preferibile, avendo disponibili delle buone case lungo la diagonale d1-h5, oppure, già da subito la casa c2 per agire "in batteria" con il proprio Ad3. Parità anche per le coppie di Torri. La struttura pedonale del Bianco sembra invece nettamente inferiore, a causa del pedone isolato in a3 e del pedone debole in c3, mentre il Nero non ha alcun pedone debole. Il Bianco non deve pensare subito ad un attacco all'arrocco del Nero, quanto piuttosto alla liberazione del proprio Ab2 "cattivo e passivo", quindi valuterà o 1. c4 o 1. dxc seguita da 2. c4. L'apertura della diagonale lunga per il proprio Ab2, darà al Bianco un notevole vantaggio posizionale.

La lezione del GM Schwartzman: Già molti anni prima che Kasparov diventasse Campione del Mondo, gli scacchisti di tutto il mondo erano certi della sua affermazione. Il motivo in parte era dovuto al suo gioco aggressivo, basato molto più sullo sfruttamento delle possibilità concrete e sull'attività dei pezzi che sul vantaggio materiale o i vari principi strategici. A riprova di ciò, se avete studiato le sue partite probabilmente avrete già realizzato che egli preferiva sempre mosse che incrementavano il raggio d'azione dei propri pezzi, anche se ciò poteva significare dover sacrificare del materiale. Questo suo stile così "senza compromessi", spregiudicato, gli aveva permesso di sconfiggere prima Karpov, e poi di mantenere a lungo il titolo di Campione del Mondo. Un altro interessante effetto di questo suo stile di gioco fu che centinaia di giovani in tutto il mondo cercarono subito di imitarlo, con il risultato che oggi le partite di scacchi sono diventate molto più dinamiche e tattiche di quanto non lo siano mai state.
La posizione in studio è tratta da una partita giocata da Kasparov nel 1983, all'età di 19 (!) anni, contro il GM ungherese Lajos Portisch a Niksic, in Yugoslavia. Il giovane campione aveva i Bianchi, e le prime mosse erano state quelle caratteristiche di un'apertura Indiana di Donna: 1.d4, Cf6; 2.c4, e6; 3.Cf3, b6; 4.Cc3, Ab7; 5.a3, d5; 6.cxd5, Cxd5; 7.e3, Cxc3; 8.bxc3, Ae7; 9.Ab5+, c6; 10.Ad3, c5; 11.0-0, Cc6; 12.Ab2, Tc8; 13.De2, 0-0; 14.Tad1, Dc7.
Guardando alla posizione, è difficile non essere impressionati dall'apparentemente efficacissimo sviluppo dei pezzi del Nero. Questi ha bisogno solo di un'ulteriore mossa (Tfd8) per completare lo sviluppo di tutti i suoi pezzi, che occupano anche spazio e posizioni assolutamente invidiabili: l'Ab7 controlla una bella diagonale, la Dc7 e la Tc8 premono sulla colonna 'c', dove il Bianco ha un pedone debole, l'Ae7 è pronto a riposizionarsi in f6, da dove potrà assumere un significativo ruolo difensivo del proprio Re.
Viceversa, il Bianco, non sembra aver completato lo sviluppo nello stesso modo ottimale del Nero. In forte contrasto con la perfetta struttura pedonale del Nero, il Bianco ha un pedone isolato in a3 ed un altro in c3, con una complessiva ed ovvia inferiorità dovuta al fatto di aver lasciato indietro questi due pedoni. Nè i suoi pezzi sono posizionati altrettanto bene di quelli del Nero, ad eccezione dell'Ad3 e del Cf3, con l'Ab2 affossato dietro i propri pedoni e la Tf1 che dovrà fare un lavoro duro e difficile per trovare qualcosa da fare. Infine, anche la Donna non sembra affatto trovarsi a suo agio nella casa e2.
Dal punto di vista della pianificazione delle azioni future, è ancora il Nero che sembra avere il compito più facile. Chiaramente intende aprire la colonna 'c', già fermamente sotto il suo pieno controllo, e conseguentemente intraprendere l'offensiva sul lato di Donna, non esclusa una bella manovra di Cavallo con Cc6-a5-c4. Il Bianco cercherà di fare la stessa cosa sul lato di Re, trovando un qualche modo per avvantaggiarsi della notevole assenza in f6 del Cavallo del Nero, cosa che rende la posizione del suo Re leggermente vulnerabile.
Con questa idea in mente, Kasparov eseguì una bellissima mossa, che avrebbe fatto aggrottare le sopracciglia a molti esperti del gioco posizionale: 15. c4!!

In effetti essa sembra che contrasti con la maggior parte dei noti principi posizionali... Invece di aspettare fino a quando non fosse stato il Nero stesso a catturare in d4, per poter riprendere col pedone 'c' e così sbarazzarsi di questa debolezza, Kasparov prende l'iniziativa spingendo il proprio pedone. In termini pratici, questa mossa concede al Nero un obiettivo d'attacco assolutamente fantastico. Tutto quello che deve fare adesso sarà aprire la colonna 'c' e cominciare a "pesare" sul pedone c4 usando tutte le risorse a sua disposizione: la Donna, la Torre, il Cavallo che salterà in a5, ed anche l'Ab7, dopo il brevissimo viaggetto verso a6.
Non vi è dubbio però che il Bianco abbia avuto le sue buone ragioni per desiderare di mettere in atto questa spinta di pedone, a cominciare dal semplice fatto che "sembra" una buona mossa. Infatti, essa prende il controllo del centro, e dà all'Ab2 un qualche briciolo di speranza di ottenere del gioco. Ma come poi si è scoperto, non è stato il "look" a far decidere Kasparov a favore di questa mossa, ma un freddo e profondo calcolo! Quello che Garry aveva visto era che, dopo le attese risposte 15..., cxd4; 16.exd4, Ca5; egli aveva a sua disposizione la bella risorsa 17.d5!.

La cosa che trovo più sorprendente, è il cambiamento che si è realizzato nella posizione solo dopo due mosse!. Improvvisamente, sono i pezzi del Nero a ritrovarsi in posizione indebolita, mentre quelli del Bianco, viceversa, in una prospera posizione. Da un lato il Cavallo del Nero è stato deviato ai bordi della scacchiera e l'Ab7 è stato bloccato sulla diagonale lunga, mentre dall'altro il Bianco ha contemporaneamente e completamente aperto la diagonale a1-h8 al proprio Ab2 e la colonna 'e', dando così alla propria Donna qualcosa di utile da fare. Il rapporto di forze sul lato di Re ha anche raggiunto un livello impressionante, a favore naturalmente del Bianco. Praticamente, quasi tutti i pezzi del Bianco adesso sono collocati attorno al bersaglio del Re nero, mentre la maggior parte dei pezzi del Nero "navigano" in direzione esattamente opposta.
Anche più sorprendente, se possibile, risulta il fatto che il Bianco non abbia dovuto sacrificare del materiale per ottenere questi risultati. Per esempio, se il Nero decidesse di tentare la sorte con 17..., Cxc4, dopo 18.De4, g6; 19.Axc4, Dxc4; 20.De5 non solo dovrebbe restituire indietro il pedone, ma si ritroverebbe anche in una terribile posizione.
Per questo motivo, il Nero si decise a catturare l'altro pedone, con: 17..., exd5; 18.cxd5, Axd5. Se il Nero potesse adesso "congelare" questa posizione nel tempo, ne sarebbe veramente molto felice. Sfortunatamente per lui, il Bianco dispone di un modo rapido e decisivo di riprendere il pedone e il vantaggio: 19.Axh7+!, Rxh7; 20.Txd5 (posizione del prossimo diagramma).






Ecco che la posizione del Bianco, adesso, è diventata incredibilmente potente! Il centro è aperto, ed egli ne ha il completo controllo. La difesa del Re nero ha già sofferto pesanti perdite e, come sempre accade in questi casi, non è ancora tutto! Dopo la 20...., Rg8, Kasparov mette in pratica un'altro dei suoi famosi principi: "non permettere che l'avversario prenda un pò di respiro". Con 21. Axg7 egli distrugge l'ultimo nascondiglio del Re nero, ed inizia una serie di mosse che forzatamente conducono in un finale molto vantaggioso. La partita continuò con 21..., Rxg7; 22. Ce5, Tfd8; 23. Dg4+, Rf8; 24.Df5, f6; 25. Cd7+, Txd7; 26. Txd7, Dc5; 27.Dh7

Grazie ai due pezzi in cambio della Torre, adesso il Nero spera di mantenere la posizione ancora per un bel pò, ma la posizione aperta del suo Re gli costerà la partita alla 35.ma mossa. Ecco il resto della partita: 27... , Tc7; 28. Dh8+, Rf7; 29. Td3!, Cc4; 30. Tfd1, Ce5; 31. Dh7+, Re6; 32. Dg8+, Rf5; 33. g4+, Rf4; 34. Td4+, Rf3; 35. Db3+ e il Nero abbandonò, con il suo Re in f3!
Spero sia stato un eloquente esempio dell'importanza che ha l'attività dei pezzi. Non c'è bisogno di dire che il Nero si pentì amaramente di aver mandato in a5 il proprio Cavallo, completamente fuori dal gioco e da qualsiasi attività per troppo tempo ...

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N.d.T.: La posizione iniziale è tratta dalla seguente partita (15.ma mossa)
Kasparov, Garry - Portisch, Lajos (Niksic, 1983)
1.d4 Nf6 2.c4 e6 3.Nf3 b6 4.Nc3 Bb7 5.a3 d5 6.cxd5 Nxd5 7.e3 Nxc3 8.bxc3 Be7 9.Bb5+ c6 10.Bd3 c5 11.0-0 Nc6 12.Bb2 Rc8 13.Qe2 0-0 14.Rad1 Qc7 15.c4 cxd4 16.exd4 Na5 17.d5 exd5 18.cxd5 Bxd5 19.Bxh7+ Kxh7 20.Rxd5 Kg8 21.Bxg7 Kxg7 22.Ne5 Rfd8 23.Qg4+ Kf8 24.Qf5 f6 25.Nd7+ Rxd7 26.Rxd7 Qc5 27.Qh7 Rc7 28.Qh8+ Kf7 29.Rd3 Nc4 30.Rfd1 Ne5 31.Qh7+ Ke6 32.Qg8+ Kf5 33.g4+ Kf4 34.Rd4+ Kf3 35.Qb3+ 1-0