Lezioni
di Scacchi
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E LEZIONI |
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Certo
che lo sono! Come in qualsiasi altro gioco, i suggerimenti possono
essere molto utili per un rapido miglioramento. Sfortunatamente, gli
scacchi sono un gioco talmente complesso che solo pochi suggerimenti
non saranno sufficienti a farvi fare un grosso salto di
qualità.
Tra le più
di 160 lezioni disponibili in questo sito, ho incluso
numerosi suggerimenti che saranno pertinenti alla specifica posizione
di volta in volta presentata. Eccovi alcuni suggerimenti molto
generali, che spero troverete utili:
Quando scegliete un'apertura, assicuratevi di avere a disposizione tutto il tempo necessario per impararla a fondo. Alcune aperture, come la Difesa Siciliana, sono incredibilmente vaste e complesse e richiedono tempi mooolto lunghi per impararle e comprenderle. Se non avete a disposizione questo tempo, scegliete aperture più "compatte".
Non cedete alla tentazione di "distruggere subito" il vostro avversario. Ricordate che l'apertura è solo la fase di gioco in cui state cercando di posizionare in campo le vostre forze. Quando eseguite una mossa in questa fase della partita, chiedetevi sempre se tale mossa è utile allo sviluppo dei vostri pezzi.
Non cedete o abbandonate il centro della scacchiera!. Ricordate sempre l'importanza del centro. Assicuratevi che i vostri pezzi siano sviluppati in modo da contribuire alla lotta per la conquista del centro. Tale conquista del centro darà quasi sempre un contributo utile alla vittoria finale.
I gambetti sono molto comuni nella fase d'apertura della partita. Quando siete tentati di catturare un pedone che vi viene offerto, assicuratevi sempre di comprendere bene il motivo per cui l'avversario vi ha fatto quest'offerta!
I vostri obiettivi durante il medio gioco sono molto differenti da quelli dell'apertura. Quando arriva il momento, assicuratevi di avere coscienza dell'avvenuta fine della fase iniziale dell'apertura e impostate la vostra strategia per la prossima fase del medio gioco
Ricordate, la partita a scacchi coinvolge due giocatori, non solo voi. Non ha importanza quanto possiate essere entusiasti del piano da voi progettato, sforzatevi invece sempre di chiedervi quali siano le intenzioni dell'avversario.
Voi non siete un computer. Non potete calcolare un gran numero di mosse in avanti, ad ogni mossa. Cercate invece di sviluppare quel "sesto senso" che vi possa suggerire quando è il momento di immergervi nel calcolo, e quando è invece il momento di andare avanti solo basandovi sulle vostre "intuizioni".
Quando siete proprio nel bel mezzo del calcolo di una "combinazione", assicuratevi di non esservi fermati troppo presto. Analizzate a mente la posizione finale raggiunta ed assicuratevi di essere andati abbastanza in profondità.
Troppo spesso ci si dimentica di guardare al "quadro d'insieme" della posizione e di inserire le mosse fatte all'interno di un piano più grande. Non fate questo errore!
Ricordate che nel finale il Re non è affatto un "peso morto". Invece di preoccuparvi della sua difesa, cercate di usarlo come un'arma pericolosa!
Ora che così tanti pezzi sono fuori dalla scacchiera, potete prendervi tutto il tempo necessario a calcolare più spesso e a maggior profondità di quanto abbiate fatto prima. Non lasciate che l'avversario vi sorprenda con una mossa a cui non avevate pensato affatto!.
Ci sono finali che non potrete vincere in partita se non li conoscete già. Perciò dedicate ai finali un pò della vostra preparazione, concentrandovi di più su quelli che più facilmente potrete incontrare nelle vostre partite.
I tornei di scacchi si svolgono con il controllo del tempo. e l'ultima cosa che vorrete sarà perdere una partita per il tempo. Abituatevi a velocizzare il vostro gioco per riuscire ad avere tempo a sufficienza quando vi state avvicinando al controllo del tempo.
Non importa quale sia stato il risultato della partita, ma prendetevi tutto il tempo necessario per tornare a rivederla molto attentamente. Niente vi aiuterà meglio che il rivedere i vostri stessi errori!.
La parola strategia è spesso usata come sinonimo di scacchi. Quasi sempre, ogni volta che qualcuno vuole descrivere un'attività che coinvolga la strategia, il gioco degli scacchi è usato come una metafora. Prendete ad esempio il gioco del football americano. Durante il commento televisivo di qualsiasi partita di football, quasi sempre sentirete il commentatore fare riferimento al gioco degli scacchi. Quando applicate al modo di pensare del giocatore di scacchi, le parole "strategia" o "strategie" evocano tanti significati diversi. I giocatori pensano che la strategia sia al punto esattamente opposto della tattica. Mentre la tattica coinvolge combinazioni e sacrifici, i così detti "fuochi d'artificio", il gioco strategico è più calmo e coinvolge la pianificazione posizionale a lungo termine, mirata a raggiungere una superiorità di gioco globale.
La prima domanda che vi potreste chiedere è: ma veramente ho bisogno di migliorare per ciò che riguarda il gioco strategico? Non è sufficiente essere un buon tattico? Beh, in effetti non c'è dubbio che la strategia è incredibilmente importante. Non sto negando che possiate avere le vostre preferenze. Anche i Campioni del Mondo sono noti per le loro capacità che possono essere più tattiche che strategiche, o viceversa. Quando pensate a Kasparov o ad Alekhine per esempio, immediatamente viene in mente la definizione di "geni della tattica". Karpov o Capablanca al contrario sono diventati famosi per il loro gioco posizionale. Ciò nonostante, se studiaste le partite di questi grandi giocatori, vi rendereste subito conto del fatto che erano incredibilmente esperti in tutti i vari aspetti del gioco, sia strategico che tattico.
Migliorare il vostro gioco strategico è molto più difficile che lavorare sulle vostre capacità tattiche. Richiede senz'altro molto più tempo da dedicarvi ed inoltre molti giocatori trovano che sia molto meno "divertente". Il modo di migliorare nella strategia è comunque molto simile a quello della tattica: molta pratica, che in questo caso significa analizzare dozzine, centinaia di posizioni in cui i giocatori sono chiamati ad eseguire una scelta strategica.
Immergersi sull'analisi delle posizioni tuttavia non è sufficiente. Quello che dovete fare è "entrare nel procedimento di pensiero" del Grande Maestro. Capire quello che sta pensando, le questioni a cui sta cercando di trovare una risposta, nel momento in cui ha espresso, con una data mossa, una scelta strategicamente corretta. Questo è il solo modo in cui potrete imparare a cercare di replicare tali processi di pensiero nelle vostre stesse partite. Se decidete di migliorare il vostro gioco strategico, dovete anche trovare le risorse giuste da cui trarre profitto, e queste lezioni ne faranno sicuramente parte!
Nel gioco degli scacchi la parola tattica si riferisce a quella che io considero la parte più divertente della partita: combinazioni, sacrifici ed altri simili "fuochi d'artificio". La maggior parte degli spettatori di una partita di scacchi è divertita dalla possibilità di vedere giocare sulla scacchiera questi "fuochi d'artificio", dato che questi possiedono in sè caratteristiche di alto "intrattenimento". Come giocatori, le ricompense per il successo di un colpo "tattico" sono molto alte - molto spesso un'intera partita viene risolta da una combinazione tattica.
La domanda che sento più spesso fare, da parte di giocatori che aspirano a diventare Maestri, è proprio quella relativa al modo in cui migliorare il proprio gioco tattico. Proprio come in qualsiasi altro sport o partita, la pratica di gioco è naturalmente la "parola-chiave". Ma la pratica in sè non è che sia molto d'aiuto, a meno che non stiate facendo pratica con gli strumenti giusti! Riguardo la tattica, posso dire che due sono gli aspetti particolarmente importanti, su cui avrete da fare molta pratica: la soluzione di combinazioni e la comprensione del "processo di pensiero".
Per migliorare nel gioco tattico, sarà di vitale importanza affinare quello che si potrebbe definire un "sesto senso", atto a suggerirvi il momento giusto in cui guardare alla posizione alla ricerca della combinazione "nascosta"! Certo, tutti vi potranno dire che dovreste sempre tenere gli occhi aperti alla ricerca della combinazione, ma IN REALTA' quello che succede è che solo su certe mosse dovrete spendere la maggior parte del tempo alla ricerca di idee "tattiche". La capacità di "sentire" questi momenti può solo essere sviluppata a partire dallo sforzo che investirete nel cercare di risolvere centinaia di combinazioni.
Trovare le risorse necessarie per migliorare le vostre capacità tattiche è relativamente facile. Ci sono libri su cui potrete trovare centinaia di combinazioni. Il problema con la maggior parte di questi libri è che tutto quello che vi trovate è in sostanza una posizione e la relativa soluzione. Mentre questo approccio vi permetterà senz'altro di verificare di aver trovato o meno la giusta soluzione, esso non vi fornirà abbastanza dettagli per imparare il modo in cui si realizza una combinazione. Questo è il motivo per cui mi piacerebbe riuscire ad attirare la vostra attenzione su quelle risorse capaci di darvi ANCHE tutte le spiegazioni necessarie, specialmente quelle pertinenti il corretto procedimento di pensiero da adottare nella ricerca della soluzione della combinazione. Avrete certamente bisogno di capire quali sono le giuste domande da porsi, che possono portare alle giuste risposte!.
| DIAGRAMMI E LEZIONI DEL GM Gabriel Schwartzman (in verde le lezioni già tradotte) (torna su) | ||
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| 0.
Esempio di Lezione 1 il Bianco muove e vince |
00. Esempio di Lezione 2 | 000. Esempio di Lezione 3 |
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| 1. Topalov -
Kasparov Amsterdam, 1996 |
2. Topalov -
Kasparov Amsterdam, 1995 |
3.
Fritz5 - Bezold Cologne, 1997 |
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| 4. Finale di partita |
5. Karpov - Romanishin Biel, 1996 |
6. Spassky - Petrosian Mosca, 1969 |
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| 7.
Rosselli - Rubinstein Baden Baden, 1925 |
8.
Mihailenko - Savenko Krasnodar, 1995 |
9.
Taimanov - Stein USSR, 1996 |
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| 10. Lezione | 11.
Serper - Schwartzman Orlando, 1998 |
12.
Schwartzman - Grant Southern Open, 1998 |
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| 13.
Rebel - Anand Ischia, 1998 |
14.
Capablanca - Tartakover NY, 1924 |
15.
Mahmud - Dgebadze Yerevan, 1997 |
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| 16.
Perez - Rey Cuba, 1997 |
17.
Adams - Giorgadze Groningen, 1997 |
18.
Boleslawski - Averbakh Zurich, 1953 |
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| 19.
Teichman - Bernstein Russia, 1909 |
20.
Zueger - Kharlov Bern, 1996 |
21.
Kramnik - Leko Dortmund, 1998 |
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| 22.
Frydman - Vidmar Budapest, 1934 |
23.
Zheliandinov - Mikhalchishin Lvov, 1995 |
24.
Topalov - Shirov Linares, 1998 |
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| 25.
Reti - Yates New York, 1924 |
26. Lezione | 27.
Portisch - Pinter Budapest, 1981 |
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| 28.
Alekhine - Bogolijubow 1929 |
29.
Flohr - Geller Mosca, 1949 |
30.
Larsen - Strauss Lone Pine, 1929 |
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| 31. Lezione | 32.
Korchnoi - Karpov 1978 |
33.
Kasparov - Karpov Londra, 1986 |
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| 34.
Averbakh - Bebchuk Mosca, 1964 |
35.
Bogoliubov - Janovsky NY, 1924 |
36.
Petrosian - Spassky Mosca, 1969 |
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| 37.
Huebner - Adorjan Bad Lauterberg, 1980 |
38. Karpov - Korchnoi Merano, 1981 |
39. Kasparov - Karpov Posizione match 1985 |
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| 40. Kasparov - Karpov Posizione finale seconda partita, Londra 1986 |
41.
Petrosjan - Stahlberg Copenaghen, 1960 |
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| 43.
Mukhin - Dolmatov Pushinskyie, 1977 |
Amsterdam, 1981 | 45.
Valvo - Schwartzman Dallas, 1996 |
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| 46.
Palatnik - Schwartzman Dallas, 1996 |
47.
Kupreichik - Yusupov USSR (ch), 1981 |
48. Yusupov - Nogueiras Montepellier, 1985 |
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| 49.
Klaman - Faibisovic USSR, 1979 |
50._Finale_di_partita | 51.
Guest Lesson by GM Patrick Wolff |
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| 52. Horowitz - Pavei US (ch), 1951 |
53.
Alekhine - Capablanca (Wch), 1927 |
Reykjavik, 1988 |
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| 55.
Smyslov - Botwinnik Moscow, 1958 |
56.
Krush
- Burtman US Womens (ch), 1998 |
57.
Vicman - Canco Finland, 1975 |
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| 58.
Byrne - Fischer New York, 1963 |
59.
Nikolic - Mirumian Yerevan, 1996 |
60.
Kasparov - Chiburdanidze Baku, 1980 |
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| 61. Beliavsky - Kasparov | 62.
Kasparov - Browne Banja Luka, 1979 |
63.
Winkler - Schwartzman Orlando, 1997 |
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| 64.
Lasker - Capablanca San Pietroburgo, 1914 |
65.
Pascual - Mesa Cuba, 1996 |
66.
Vokac - Golod Ceske, 1994 |
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| 67.
Ivkov - Karpov Caracas, 1970 |
68.
Lasker - Janovsky Berlino, 1910 |
69.
Perez - Lopez Havana, 1995 |
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| 70.
Morphy - Moran New Orleans, 1866 |
71.
Nimzovich - Eliasstamm Riga,1910 |
72.
Wolff - Alekhine Karlsbad, 1923 |
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| 74.
Bogoliubov - Alekhine Germania, 1929 |
75. Lezione | |
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| 76.
Shaked - Schwartzman US Jiunior (ch), 1996 |
77.
Botvinnik - Khan USSR (ch), 1939 |
78.
Schwartzman - Yermolinsky National Open, 1997 |
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| 79.
Kmoch - Nimzovich Niendorf, 1927 |
80.
Jansson - Pytel Stoccolma, 1965 |
81.
Dmitry Gurevich - Gabriel Shwartzman National Open, 1997 |
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| 82.
Deep Blue - Kasparov Philadelfia, 1996 |
83.
Simagin - Bronstein Mosca, 1947 |
84.
Portisch - Korchnoi Bad Kissingen, 1983 |
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| 85.
Kasparov - Portisch Niksic, 1983 |
86.
Fischer - Reschevsky USA, 1958 |
87.
Suetin - Bykov Leningrado, 1957 |
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| 88.
Bruehl - Philidor Londra, 1783 |
89.
Smyslov - Glicoric Mosca, 1979 |
90.
Schwartzman - Waitzkin U.S. Junior (ch), 1996 |
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| 91.
Schwartzman - De Firmian National Open, 1996 |
92.
Schwartzman - Watson National Open, 1997 |
93.
Pascual Peres - Otano Pinar del Rio, 1997 |
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| 94.
Reggio - Mieses Monte Carlo, 1903 |
95.
Rubinstein - Lasker St. Petersburg, 1909 |
96.
Schwartzman - Sorkin World Open, 1997 |
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| 97.
Adelman - Schwartzman World Open, 1997 |
98. Lezione | 99. Alekhine - Sterk Budapest, 1921 |
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| 100. Lezione | 101. Schwartzman - Serper Continental Open, 1997 |
102. Schwartzman - Yermolinsky Continental Open, 1997 |
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| 103. Alekhine - Reshevsky Kemeri, 1937 |
104.Schwartzman
- Shliperman U.S. Open, 1997 |
105.
Lombardy - Fischer New York, 1961 |
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| 106.
Popil - Marko Monte Carlo, 1902 |
107. Pelletier - Karpov Biel, 1997 |
108. Filip - Darga Bled, 1961 |
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| 109. Leko - Piket Tilburg, 1997 |
110. Lezione | 111. Gurevich, D - Schwartzman U.S. (ch), 1997 |
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| 112. Lautier - Kasparov Tilburg, 1997 |
113. Mikenas - Lebedev Tbilisi, 1941 |
114. Lezione |
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| 115. Schwartzman - Kaidanov U.S. (ch), 1997 |
116. Lezione | 117. Kotronias - Skembris Glyfada, 1995 |
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| 118. Caplabanca - Janovsky San Pietroburgo, 1914 |
119. Szabo - Erdely Timisoara, 1954 |
120. Lezione |
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| 121. Smyslov - Simagin Mosca, 1951 |
122. Fine - Shainswit New York, 1944 |
123. Anand - Kamsky Las Palmas, 1995 |
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| 124. Anand - Karpov Las Palmas, 1995 |
125. Kasparov - Anand Dortmund, 1992 |
126. Anderssen, 1850 |
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| 127. Karpov - Kasparov Mosca, 1985 |
128. NN - Alekhine (blind) Parigi, 1925 |
129. Polgar - Tiviakov Madrid, 1994 |
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| 130. Kotov - Kashdan Match US - USSR, 1945 |
131. Kasparian - Manuelian Erevan, 1936 |
132. Karpov - Spassky Leningrado, 1974 |
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| 133. Ivan Sokolov - Ivanchuk Wiik aan Zee, 1996 |
134. Bronstein - Botvinnik Mosca, 1951 |
135. Bronstein -
Botvinnik Mosca, 1951 |
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| 136. Kovacevic - Seirawan Wiik aan Zee, 1980 |
137. Lezione | 138. Nimzovich - Capablanca New York, 1927 |
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| 139. Spassky - Korchnoi | 140. Benko - Averbakh Mosca, 1949 |
141. Tal - Botvinnik (Wch), 1960 |
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| 142. Lezione | 143. Timoshenko -
Makarichev Mosca, 1979 |
144. Schwartzman - Hanks National Open, 1998 |
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| 145. Watson - Schwartzman National Open, 1998 |
146. Altounian -
Schwartzman National Open, 1998 |
147. Schwartzman -
Ehlvest National Open, 1998 |
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| 148. Karpov - Kasparov Mosca, 1985 |
149. Steinitz -
Bardeleben Hastings, 1895 |
150. Lezione |
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| 151. Bayer - Karl Liechtenstein, 1985 |
152. Euwe - Alekhine Ermelo, 1935 |
153. Botvinnik - Ragozin Sverdlowsk, 1943 |
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| 154. Timman - Spassky Linares, 1983 |
155. Lezione | 156. Faibisovich -
Westerinen Vilnius, 1969 |
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| 157. Kramnik - Shirov Dos Hermanas, 1996 |
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| Teoria e
Pratica degli Squilibri (torna su) (IM Jeremy SILMAN) |
||
| Parte I: Finali elementari | ||
![]() 1. Opposizione |
Capitolo 2 - Finali di Re e pedoni |
|
Capitolo 3 - Finali di Torre e pedone |
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Capitolo 3 - Probemi da risolvere |
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Parte
II: Tecniche da seguire durante l'analisi e l'elenco degli squilibri
"Un buon piano ci rende eroi,
l'assenza di un piano, idioti"
Kotov,
citando un misterioso "saggio degli scacchi"
Prima
o poi ogni giocatore di torneo impara alcune linee d'apertura,
qualche
idea tattica e i principali schemi di matto. Via via che la sua
esperienza cresce, nuove conoscenze vanno ad aggiungersi a quelle che già possiede, eppure non c'è praticamente giocatore che non continui ad avere
problemi in tema di pianificazione.
Ogni volta che chiedo ai miei allievi qual'era il piano
che avevano in mente, incrocio
scientifiche. Insomma, il giocatore tipo gioca quello che ha voglia di giocare piuttosto che quello che la posizione vuole che lui giochi. Se vuoi riuscire, devi basare i tuoi piani sulle esigenze specifiche della scacchiera, e non sul tuo stato d'animo del momento! Un esempio lo trovi quasi certamente in moltissime partite di torneo che hai giocato tu stesso. Quante volte, nel bel mezzo della battaglia, mentre il tuo orologio ticchetta inesorabile, decidi di dare matto al Re nemico? La posizione può richiedere qualcosa di diverso, ma tu decidi di buttarti in un attacco sul Re, perchè ti piace giocare per dare un rapido matto. Quando vinci (di solito contro un avversario più debole) ti complimenti con te stesso per l'idea brillante che hai avuto. Quando arriva la sconfitta, circostanza questa non rara, te la prendi col destino, dai la colpa ad una mossa specifica, al tuo recente divorzio, al rumore in sala, alla bionda che passeggia; insomma, trovi una miriade di scuse. Ma cos'è questa misteriosa "volontà della scacchiera"? Quali sono i criteri per riconoscerla, come sfruttarla in maniera proficua? Più esattamente, cos'è un piano? Capitolo 1 - Cos'è un piano? Benchè ogni istruttore di scacchi decanti le virtù della pianificazione, pochi autori si preoccupano di dirci cos'è un piano e, cosa ancora più importante, come si fa a crearne uno. Kotov, nel suo classico Pensa come un Grande Maestro ci insegna come calcolare, ma non si cura di spiegarci la pianificazione. Ad essere onesti, bisogna subito aggiungere che ci rimanda ad un altro suo libro, Gioca come un Grande Maestro, ma le spiegazioni che ci fornisce tendono ad essere un pò troppo complesse per il giocatore medio. Perfino testi enciclopedici come l'Oxford Companion to Chess fanno come se la parola 'pianificazione' non esistesse. Soltanto Harry Golombek si prende il disturbo di fornirci una definizione: "La pianificazione è il processo grazie al quale un giocatore sfrutta i vantaggi e minimizza i difetti della sua posizione. Per assicurare la vittoria, la pianificazione dev'essere basata sulla diagnosi delle caratteristiche specifiche della posizione; di conseguenza, essa è più difficile quando la posizione è pari e bilanciata, mentre diventa molto più semplice quando esiste un solo piano che soddisfi le reali necessità della posizione". Capitolo 2 - Gli squilibri e il "metodo Silman". Aver però definito la parola 'piano' non significa ancora essere in grado di crearne uno in partita. Come ci dice Golombek, creare un piano vuol dire essere capaci di riconoscere le caratteristiche insite nella posizione. Per penetrare con successo nei misteri della scacchiera, devi prendere coscienza della parola magica degli scacchi: SQUILIBRIO. Uno squilibrio, negli scacchi, è rappresentato da una qualsiasi differenza tra le due rispettive posizioni. Pensare che lo scopo del gioco degli scacchi sia soltanto quello di dare matto al Re è riduttivo e semplicistico. Il vero scopo è creare uno squilibrio e cercare di costruire una situazione in cui esso sia favorevole alla propria parte. Capire ciò significa anche capire che uno squilibrio non è necessariamente un vantaggio. E' semplicemente una differenza. E' poi responsabilità del giocatore trasformare tale differenza in vantaggio. Ecco una classificazione dei vari squilibri:
Se vuoi davvero affrontare il tema nella maniera giusta devi riesaminare il tuo modo di ragionare, onde essere capace di giudicare nel dettaglio ogni singola posizione che incontrerai. Ecco qui di seguito le varie fasi della tecnica che ho messo a punto, che potrà consentirti di raggiungere il traguardo.
ha detto che far funzionare i processi mentali in maniera strutturata sia una cosa semplice! |
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Capitolo 3 - Gli squilibri e il "Metodo Silman" |
Questa tecnica di analisi è veramente efficace ma richiede una buona dose di pratica prima di poterla padroneggiare. Comunque, se sei pigro o semplicemente non hai molto tempo da dedicare allo studio degli scacchi, ti interesserà sapere che il solo fatto di capire gli squilibri ti metterà in condizione di crearti una specie di metodo fast-food per la pianificazione. Basterà semplicemente individuare gli squilibri e cercare di farne buon uso. Non per niente gran parte del libro è dedicata ad una disanima dettagliata dei singoli squilibri. Una volta che avrai interiorizzato il tema, potrai anche usare solo gli squilibri per decidere cosa fare, oppure usarli sistematicamente nell'ambito della tecnica appena esaminata. | |
| Parte
III: Calcolo e combinazioni Quando
si siede alla scacchiera, gran parte dei giocatori
prende a fissare disperatamente i propri pezzi, in attesa di uno
spunto, di un indizio che possa aiutarli a decidere cosa fare.
Calcolano varianti in maniera scriteriata, senza alcun obiettivo in
mente, credendo che gli scacchi non siano altro che un veloce attacco
finalizzato al matto o la ricerca di una bella combinazione che stenda
al tappeto l'avversario. Anche se nella Parte II speriamo di aver tolto
ogni legittimazione a un simile punto di vista, è di vitale
importanza sapere come fare a calcolare e a individuare le combinazioni
quando se ne presenta l'occasione. In questa sezione analizzeremo il
metodo di calcolo di Kotov e indicheremo altresì un sistema
che
permetta di capire in quali circostanze le combinazioni possono o non
possono esistere.
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Capitolo 1 - Calcolo
E'
comune tra i principianti chiedersi quante mosse in avanti un Grande
Maestro riesca a calcolare. Quando la domanda venne posta al grande
Richard Reti, questi rispose: "una mossa". Alekhine, al contrario,
amava indicare le combinazioni presenti nelle proprie partite
sottolineando come 'la punta' della combinazione sarebbe arrivata solo
una dozzina di mosse dopo, con ciò sottintendendo che aveva
visto tutto fino alla fine.Forse che uno dei due leggendari Grandi Maestri ci stava prendendo in giro? Oppure esistono anche forti giocatori che non sanno calcolare? La risposta è in qualche misura nel mezzo. E' ovvio che alcuni GM sono in grado di calcolare meglio di altri (Alekhine è stato uno dei migliori in assoluto), tuttavia ogni Grande Maestro possiede la capacità di vedere molte mosse in avanti. Il fatto è che in molte posizioni non c'è nessun bisogno di calcolare: è così che va intesa l'affermazione di Reti. Vediamo dunque, dalle posizioni a lato, che sia nelle situazioni posizionali che in quelle tattiche basta utilizzare la mia tecnica d'analisi (o quanto meno soppesare gli squilibri della posizione) per individuare il piano corretto o la mossa adeguata. Il calcolo viene dopo, quando ti sarà chiaro il piano e ti sarai deciso a fare una certa mossa che sembra aiutare il tuo piano a giungere a buon fine. La partita Reti - Alekhine è davvero impressionante, dal punto di vista del calcolo, ma come possiamo riuscirci noi ? Come fare a imparare a calcolare varianti così lunghe e dettagliate? E' vero che nella storia ci sono stati pochissimi giocatori in grado di calcolare al pari di Alekhine, ma è indiscutibile che per raggiungere il livello magistrale bisogna possedere una certa abilità tattica. Nel caso però ti chiedessi se è indispensabile avere un dono naturale in questo campo per non essere destinati all'insuccesso, la risposta è no. Non disperare; ogni giocatore, a prescindere da quanto bassa sia la sua categoria, può affinare le proprie capacità di calcolo. L'unico scoglio è che ciò richiede naturalmente tanto duro lavoro. |
CalcoloSe aspiri con passione a migliorare la tua visione tattica e sei disposto a tutto pur di riuscirci, ecco il mio consiglio:
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| Capitolo 2 - Regola della
combinazione Per
la maggior parte dei giocatori, le combinazioni sono cose tanto belle
quanto misteriose. Trovare piacere nel seguirle ma avere la convinzione
di non poter mai riuscire a realizzarle è un sentimento
piuttosto diffuso. Diffuso ma sbagliato! Ogni combinazione
può essere sezionata in segmenti elementari e può
così essere resa comprensibile ad ogni scacchista. Ma come?
La prima cosa di cui rendersi conto è che se in una determinata posizione non vengono soddisfatte certe condizioni, la combinazione non può esistere. La regola vuole che almeno una delle seguenti condizioni venga soddisfatta perchè la combinazione funzioni.
Dobbiamo forse cercare la combinazione ad ogni mossa? Naturalmente no. Tutto quello che bisogna fare è tenere gli occhi aperti e controllare se una o più condizioni della combinazione sono presenti. Se ne vedi soddisfatta almeno una in una data posizione, allora (e solo allora) cerca la possibile combinazione! |
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Regola della combinazione |
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| The Amateur's Mind
(torna
su) (IM Jeremy SILMAN) |
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| 1.
Dzindzichashvili - Yermolinsky U.S. Championship, 1993 |
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| DIAGRAMMI E LEZIONI DEL IM Attila TURZO (torna su) | ||
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| 1.
Kayar, E. - Turzo, A. Budapest, 2006 |
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| LE MIE PARTITE (in costruzione...) (torna su) | ||
Le Mie Partite |
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| LA DIFESA PIRC (torna su) | ||
La Difesa Pirc |
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